Comentarios de Lab-36 sobre La Casa di Tela

Comentarios de Lab-36 sobre La Casa di Tela

El estudio de arquitectura Lab-36, encargado de la rehabilitación del Edificio que aloja La Casa di Tela, en la Piazza de Satiri 49, ha tenido la amabilidad de enviarnos unas palabras sobre lo que para dicho estudio ha significado este trabajo tan especial. A continuación adjuntamos sus palabras.

 

“Trato de aplicar colores como palabras que forman poemas, comonotas que forman música“(Joan Miró)

Quando abbiamo ricevuto l’incarico per la ristrutturazione dellascala condominiale dell’immobile di Piazza dei Satiri, ci siamoinizialmente “monotonamente” attenuti alle regole e normeconservative stabilite per gli interventi nel centro storico di Roma.Interventi monitorati, guidati, irreggimentati….tante volte invisibili.Questa volta, nell’equazione è entrato il fattore umano. Fattoreumano come elemento di costruzione, come elemento dicomposizione. E allora, perché non rendere protagonista ilcontenitore e farne esso stesso il contenuto? Al primo piano delpalazzo abita e ha il proprio studio l’artista pop Esteban VillaltaMarzi, figlio del pittore Mariano Villalta. Esteban cresce in questacasa di Piazza dei Satiri, i suoi muri trasudano colore, tinte a olio etanto talento. Così nasce l’idea dell’artista di trasformare le zonecomuni dell’edificio in un’unica grande “tela”. L’idea poteva appariredi difficile inserimento in una realtà così profondamente storica,eppure, citandone le parole di Gianluca Marziani “[…] gli antichitesori di Roma vanno tutelati con cura ma anche con il coraggio dipraticare il presente, creando scambi ove possibile, stravolgendo senecessario, armonizzando le radici con la fioritura del prossimofuturo”.E’ da questa prospettiva che siamo partiti….quindi, i gradini inpietra peperina consumati nei secoli vengono ricoperti con un fogliodi lamiera piegata che lascia vedere la pietra originale. Il materialeferreo, moderno, definito, netto si appoggia sul passato consumato,irregolare, tondeggiante…come una pagina in più del libro di storiache alberga lo stabile. Quella che era iniziata come una sempliceopera di restauro conservativo, grazie allo scambio continuo conl’artista, è divenuta qualcosa di più e di diverso, che ha portato adintegrare il progetto architettonico con il progetto artistico, tra loro incontinuo dialogo.Un esplicito manifesto all’armonia del connubio tra l’antico ed ilcontemporaneo.

Imagen de Paolo Fusco

 

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